
Economia
Natuzzi: riprende il dialogo tra azienda e sindacati
Oggi incontro a Roma. Tavolo ri-convocato il 10 e 11 marzo
Altamura - lunedì 2 marzo 2026
20.42
Riparte il confronto tra Natuzzi, azienda operante nel settore dell'arredamento di alta gamma che coinvolge oltre 1.800 lavoratori, le istituzioni locali e le parti sociali, dopo lo stop determinato dalle contrarietà dei sindacati sul piano di rilancio 2026-2028 del gruppo, in particolare sulla continuità produttiva dei siti in Puglia e Basilicata e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali.
A causa dello scenario internazionale molto incerto per le guerre e anche a causa dei dazi negli Stati Uniti, mercato di riferimento di Natuzzi, l'azienda di Santeramo deve rivedere i suoi piani perché c'è un calo negli ordinativi. Questo comporta dei sacrifici per i livelli occupazionali (il primo piano industriale di rilancio prevede 479 uscite di lavoratori).
Oggi si è tenuto un altro incontro al Mimit - Ministero delle imprese e del made in Italy, su indicazione del ministro Adolfo Urso. La Natuzzi ha ribadito l'impegno a tutelare l'intero perimetro occupazionale. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato la necessità di un confronto approfondito sul piano industriale in tutte le sue articolazioni. È stato inoltre evidenziato che l'azienda dovrà condividere tutti i dettagli sulle decisioni che riguardano l'assetto industriale. I sindacati hanno infine ribadito la richiesta di sospendere ogni decisione fino alla conclusione del confronto.
Le parti hanno concordato di proseguire il dialogo in sede ministeriale: i prossimi incontri sono fissati per il 10 e l'11 marzo.
Per le organizzazioni sindacali rimane prioritario affrontare congiuntamente:
▪ il percorso di internalizzazione delle produzioni e il rientro dei volumi produttivi in Italia (dalla Romania);
▪ ogni ipotesi riguardante chiusure o riorganizzazioni di stabilimenti;
▪ le eventuali politiche di incentivazione all'esodo, che dovranno avvenire esclusivamente su base volontaria e dentro un quadro condiviso;
▪ la definizione di un piano industriale credibile, sostenibile e trasparente nei dati economici e produttivi.
"Le organizzazioni sindacali considerano positivo l'avvio di questo percorso in capo al ministero, che recepisce le richieste avanzate nei mesi scorsi - hanno scritto in un comunicato -. Nessuna decisione sul futuro delle lavoratrici e lavoratori può essere assunta senza confronto e condivisione. Solo al termine del confronto che vedrà sedersi al tavolo Feneal Uil , Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs sarà possibile esprimere un giudizio compiuto sulle scelte da assumere per il futuro dei lavoratori e dell'azienda".
E, restando in tema di iniziative sindacali, si è tenuto uno sciopero con presidio davanti alla sede centrale di Natuzzi Spa, da parte di Cobas-Lp e Usb-Lp. Anche queste due sigle oggi erano a Roma. "Purtroppo le distanze tra sindacati e azienda si sono rivelate ancora distanti - hanno comunicato - tuttavia si è deciso di continuare la trattativa al Mimit il 10 e 11 marzo p.v."
A causa dello scenario internazionale molto incerto per le guerre e anche a causa dei dazi negli Stati Uniti, mercato di riferimento di Natuzzi, l'azienda di Santeramo deve rivedere i suoi piani perché c'è un calo negli ordinativi. Questo comporta dei sacrifici per i livelli occupazionali (il primo piano industriale di rilancio prevede 479 uscite di lavoratori).
Oggi si è tenuto un altro incontro al Mimit - Ministero delle imprese e del made in Italy, su indicazione del ministro Adolfo Urso. La Natuzzi ha ribadito l'impegno a tutelare l'intero perimetro occupazionale. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato la necessità di un confronto approfondito sul piano industriale in tutte le sue articolazioni. È stato inoltre evidenziato che l'azienda dovrà condividere tutti i dettagli sulle decisioni che riguardano l'assetto industriale. I sindacati hanno infine ribadito la richiesta di sospendere ogni decisione fino alla conclusione del confronto.
Le parti hanno concordato di proseguire il dialogo in sede ministeriale: i prossimi incontri sono fissati per il 10 e l'11 marzo.
Per le organizzazioni sindacali rimane prioritario affrontare congiuntamente:
▪ il percorso di internalizzazione delle produzioni e il rientro dei volumi produttivi in Italia (dalla Romania);
▪ ogni ipotesi riguardante chiusure o riorganizzazioni di stabilimenti;
▪ le eventuali politiche di incentivazione all'esodo, che dovranno avvenire esclusivamente su base volontaria e dentro un quadro condiviso;
▪ la definizione di un piano industriale credibile, sostenibile e trasparente nei dati economici e produttivi.
"Le organizzazioni sindacali considerano positivo l'avvio di questo percorso in capo al ministero, che recepisce le richieste avanzate nei mesi scorsi - hanno scritto in un comunicato -. Nessuna decisione sul futuro delle lavoratrici e lavoratori può essere assunta senza confronto e condivisione. Solo al termine del confronto che vedrà sedersi al tavolo Feneal Uil , Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs sarà possibile esprimere un giudizio compiuto sulle scelte da assumere per il futuro dei lavoratori e dell'azienda".
E, restando in tema di iniziative sindacali, si è tenuto uno sciopero con presidio davanti alla sede centrale di Natuzzi Spa, da parte di Cobas-Lp e Usb-Lp. Anche queste due sigle oggi erano a Roma. "Purtroppo le distanze tra sindacati e azienda si sono rivelate ancora distanti - hanno comunicato - tuttavia si è deciso di continuare la trattativa al Mimit il 10 e 11 marzo p.v."
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