
La città
Laboratori urbani, il progetto altamurano al quarto posto
Via libera alla rinascita di Port'Alba
Altamura - martedì 26 giugno 2018
12.02
Oltre 2,3 milioni di euro per rafforzare le attività in 16 Laboratori urbani, con una dote di 150 mila euro ciascuno per Biccari, San Nicandro Garganico e Troia, in provincia di Foggia; Barletta nella BAT; Altamura, Corato, Molfetta e Terlizzi, nella città metropolitana di Bari; Aradeo, Cutrofiano, Gallipoli, Leverano, Matino e Otranto, in provincia di Lecce; Grottaglie e Mottola, in provincia di Taranto.
"Potenziamo la rete dei Laboratori Urbani esistenti, allargando il processo di miglioramento funzionale e strumentale di questi spazi diventati campi di energia positiva per le comunità in cui si sono inseriti, dando nuova vita a immobili in disuso", dice l'assessore regionale alle Politiche giovanili, Raffaele Piemontese, commentando gli esiti del bando scaduto a marzo scorso e rivolto ai Comuni già titolari di un Laboratorio Urbano e non beneficiari dei fondi della precedente edizione di "Laboratori Urbani in Rete".
37 le proposte pervenute, di cui 33 in graduatoria e solo 4 escluse; 16 quelle ammesse a finanziamento tra cui la proposta presentata dal Comune di Altamura che ha ottenuto 150.000 euro di finanziamento, ovvero il massimo dell'importo finanziabile dalla Regione.
Il progetto altamurano mira alla ristrutturazione e rifunzionalizzazione del laboratorio giovanile "Port'Alba" con la realizzazione di opere di ristruturazione quali la sistemazione della copertura della struttura, la riparazione della cisterna antincendio, il rifacimento di intonaci in alcune pareti, pitturazioni, la sistemazione di un punto ristoro e l'acquisto delle relative attrezzature. Il valore dei lavori e delle forniture è pari a circa 120 mila euro (al netto di oneri fiscali e di sicurezza).
Con questa nuova edizione, sottolineano dalla Regione Puglia, si mobilitano 2.374.394 euro, attingendo alla sub-azione 9.14 del PO FESR 2014-2020, dedicata agli "Interventi di recupero funzionale e riuso di vecchi immobili in collegamento con azioni di animazione sociale e partecipazione giovanile".
In tutto, salgono a 66 i Laboratori Urbani che, a partire dal 2016, sono stati finanziati per potenziarne gli spazi esistenti, certificarne la qualità in termini di accessibilità, vitalità, sostenibilità economica e vocazione all'inclusione sociale.
Un'azione delle Politiche giovanili pugliesi che è stata destinataria di importanti riconoscimenti nazionali ed europei, ultimo tra i quali l'inserimento degli spazi per i giovani pugliesi tra le best practice europee all'interno dello studio "Taking the future into their own hands", pubblicato dalla Direzione generale Istruzione, gioventù, sport e cultura della Commissione Europea.
"Visto l'entusiasmo che ha suscitato – ha dichiarato Piemontese – stiamo svolgendo una ricognizione delle risorse per estendere la misura ad altri Comuni e laboratori".
"Potenziamo la rete dei Laboratori Urbani esistenti, allargando il processo di miglioramento funzionale e strumentale di questi spazi diventati campi di energia positiva per le comunità in cui si sono inseriti, dando nuova vita a immobili in disuso", dice l'assessore regionale alle Politiche giovanili, Raffaele Piemontese, commentando gli esiti del bando scaduto a marzo scorso e rivolto ai Comuni già titolari di un Laboratorio Urbano e non beneficiari dei fondi della precedente edizione di "Laboratori Urbani in Rete".
37 le proposte pervenute, di cui 33 in graduatoria e solo 4 escluse; 16 quelle ammesse a finanziamento tra cui la proposta presentata dal Comune di Altamura che ha ottenuto 150.000 euro di finanziamento, ovvero il massimo dell'importo finanziabile dalla Regione.
Il progetto altamurano mira alla ristrutturazione e rifunzionalizzazione del laboratorio giovanile "Port'Alba" con la realizzazione di opere di ristruturazione quali la sistemazione della copertura della struttura, la riparazione della cisterna antincendio, il rifacimento di intonaci in alcune pareti, pitturazioni, la sistemazione di un punto ristoro e l'acquisto delle relative attrezzature. Il valore dei lavori e delle forniture è pari a circa 120 mila euro (al netto di oneri fiscali e di sicurezza).
Con questa nuova edizione, sottolineano dalla Regione Puglia, si mobilitano 2.374.394 euro, attingendo alla sub-azione 9.14 del PO FESR 2014-2020, dedicata agli "Interventi di recupero funzionale e riuso di vecchi immobili in collegamento con azioni di animazione sociale e partecipazione giovanile".
In tutto, salgono a 66 i Laboratori Urbani che, a partire dal 2016, sono stati finanziati per potenziarne gli spazi esistenti, certificarne la qualità in termini di accessibilità, vitalità, sostenibilità economica e vocazione all'inclusione sociale.
Un'azione delle Politiche giovanili pugliesi che è stata destinataria di importanti riconoscimenti nazionali ed europei, ultimo tra i quali l'inserimento degli spazi per i giovani pugliesi tra le best practice europee all'interno dello studio "Taking the future into their own hands", pubblicato dalla Direzione generale Istruzione, gioventù, sport e cultura della Commissione Europea.
"Visto l'entusiasmo che ha suscitato – ha dichiarato Piemontese – stiamo svolgendo una ricognizione delle risorse per estendere la misura ad altri Comuni e laboratori".